Riccardo Codevilla
9 agosto 2025
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I cellulari, e il mondo digitale di internet in generale, hanno creato il più grande paradosso di tutti i tempi: viviamo nel periodo più connesso della storia dell’umanità, ma siamo la società più disconnessa di sempre.
Preparati a comprendere questo paradosso, le sue ragioni e, soprattutto, implicazioni cruciali nelle nostre vite, in un viaggio che cambierà per sempre la percezione della realtà che ci circonda.
La società moderna si trova a vivere una vera e propria epidemia di solitudine. Un campione statistico rilevato dall’agenzia CIGNA ci rivela infatti che circa il 50 % dei giovani dai 18 anni d’età in su si sente solo o lasciato ai margini della società, senza nessuna figura di riferimento e, addirittura dicono certe ricerche, senza uno scopo nella vita [1]. Di contro, la restante metà percepisce di avere connessioni di valore nella propria esistenza e si sente parte della Comunità. E non finisce qui: la cattiva notizia è che, purtroppo, questi studi risalgono al 2018, in periodo pre-pandemico e, da allora, tutte le statistiche a riguardo sono peggiorate (causa guerre, pandemia e crisi economica).
Insomma, non è mai esistita nella storia dell’umanità un’epoca in cui le persone, soprattutto giovani, si sentissero così sole, così disconnesse. E questo sembra un totale e assoluto paradosso, come abbiamo accennato a inizio articolo, laddove ormai, grazie a internet, tutto è per noi raggiungibile in un click, cose o persone che siano. In tal senso, non è mai esistito prima d’ora nella storia umana un momento di maggior vicinanza, dove tutto è a portata di mano e anzi la costante sovra-esposizione a contatti, oggetti, contenuti multimediali quasi ci infastidisce. Dove siamo iper-connessi.
La differenza chiave nel comprendere questa contraddizione si trova nell’uso della terminologia. Grazie ai mezzi di comunicazione, abbiamo incominciato in tempi recenti ad associare la dicotomia dei termini connesso-disconnesso al mondo di internet, affiancandola alla coppia online-offline: appunto, sei collegato, connesso alla rete, oppure scollegato, disconnesso. Tuttavia questo accostamento è un’estensione dell’originario significato dei termini, che i giovani di oggi fanno quasi fatica a comprendere (e questo la dice lunga sul momento che viviamo).
Quando chiedi a un adolescente (e posso dirlo per esperienza professionale personale) se si sente connesso o disconnesso, pensa immediatamente alla TV o a Internet. Giustamente replica dicendo: “In che senso?”.
In verità, per connessione e disconnessione si è sempre inteso e si dovrebbe intendere la connessione umana, emotiva, sia con se stessi sia con gli altri. Ovvero, se ti senti “presente” nella tua vita, felice, bene, che tutto ha un senso e se ti senti vicino alle persone che circondi o isolato.
Sei connesso a te quando leggi un libro che ti piace, ascolti musica, danzi, fai sport in solitario, per esempio. Lo sei con gli altri quando fai amicizia, giochi o lavori positivamente con loro. Se ti arrabbi, litighi o vieni messo da parte, normalmente sei invece disconnesso dagli altri (anche se per alcuni, curiosamente, la rabbia è una forma di vicinanza). Se ti senti solo, triste, senza meta, sei disconnesso da te: poeticamente, potremmo dire, dalla tua Anima.
Viviamo nel periodo più connesso della storia dell’umanità, ma siamo la società più disconnessa di sempre.
In conclusione, a seconda del significato che attribuiamo a questi termini, siamo la società più iper-connessa di sempre (digitalmente) o più profondamente disconnessa (socialmente).
Compresa la natura di questo paradosso, è ora importante comprendere però le ragioni e le sue implicazioni. Qualcuno potrebbe argomentare che sia proprio l’iper-connessione tecnologica a favorire la disconnessione umana. E nel 2017 su Clinical Psychological Science è stato pubblicato uno studio dove si mostravano legami tra l’aumento del tempo passato davanti a uno schermo digitale, i casi di depressione e addirittura i suicidi [2], ma non tutte le ricerche sono concordi su questo.
Nel prossimo articolo esamineremo dunque quali potrebbero essere le cause di tale fenomeno e scopriremo fatti tanto interessanti quanto, forse, inquietanti in merito. Ti aspetto al prossimo capitolo: “Irresistibile: Il legame tra Social Media e Sale d’azzardo”!
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] CIGNA. (2018). New Cigna Study Reveals Loneliness at Epidemic Levels in America. https://www.multivu.com/players/English/8294451-cigna-us-loneliness-survey/
[2] Twenge, J. M., Joiner, T. E., Rogers, M. L., & Martin, G. N. (2017). Increases in Depressive Symptoms, Suicide-Related Outcomes, and Suicide Rates Among U.S. Adolescents After 2010 and Links to Increased New Media Screen Time. Clinical Psychological Science, 6(1), 3-17. https://doi.org/10.1177/2167702617723376 (Original work published 2018)
Immagine di fondo: foto di Gilles Lambert scaricata da Unsplash
Questo articolo formativo fa parte del progetto “Black Mirror Escape Room” realizzato dall’associazione Econtrovertia APS nell’ambito del Piano Giovani di Lavis – Anno 2025.
“Soli ma Iper-conneessi: Un’Epidemia di Solitudine” è il primo articolo formativo scritto dall’esperto in intelligenza emotiva Riccardo Codevilla, per il progetto “Black Mirror Escape Room”, realizzato nell’ambito del Piano Giovani di Lavis – Anno 2025.




