Riccardo Codevilla
3 settembre 2025
Con il sostegno di
Cosa stavano pensando quel gruppo di scienziati che ha creato i Social Media, avendo come modello le Sale d’azzardo? Soldi, fama, progresso scientifico o forse altro? Probabilmente non lo sapremo mai, ma la notizia che i nostri amati Social, sui quali bazzichiamo ogni giorno, sono stati creati a immagine e somiglianza delle sale della perdizione, vietate ai minori, per renderci dipendenti, ci fa sorgere molte (inquietanti) domande, su cui ora faremo finalmente luce.
Nel precedente articolo, che ti invito a recuperare se non l’hai già letto, ti ho mostrato il primo dei tre principali meccanismi di dipendenza, che gli scienziati hanno utilizzato in questa sofisticata opera di “plagio” e di cui, tra l’altro, l’inventore (Aza Raskin) si è amaramente pentito a tal punto da dire: non voglio essere ricordato per questo sulla mia lapide da morto. Spesso, infatti, questi inventori si sono pentiti delle loro creature, soprattutto per via dei loro effetti dannosi sulla società…
Tuttavia, a loro discolpa, possiamo dire che sia davvero difficile immaginare a priori, o anche solo concepire, per la mente umana quali effetti possano realmente produrre queste creazioni tecnologiche su miliardi di persone. E probabilmente è stato così anche per chi ha inserito nei social gli altri due elementi, che innescano la dipendenza nelle nostre menti, il secondo dei quali è la famosa “RICOMPENSA VARIABILE”.
Devi sapere che la moneta di scambio dei social non sono i soldi, ma la tua attenzione.
Certo, è possibile che, continuando a guardare contenuti audio-visivi e post, uno dopo l’altro, il cliente a un certo punto abbocchi e trovi un prodotto e un servizio da comprare, che guarda caso fa proprio al caso suo, spendendo denaro, ma ciò che conta è proprio la tua attenzione in sé. Ovvero quanto tu rimani a guardare lo schermo: la fidelizzazione del cliente, il tempo che passi nell’applicazione.
Tuttavia, è necessario prima di tutto riempire i social di infiniti contenuti interessanti: a cosa dovresti prestare attenzione, altrimenti? Purtroppo, però, i contenuti non si producono da soli (o almeno, sino all’invenzione dell’Intelligenza artificiale è sempre stato così).
La moneta di scambio dei social non sono i soldi, ma la tua attenzione
Come stimolare dunque le persone a stare sui social e a mettere i propri contenuti, così che anche gli altri facciano lo stesso e si crei un loop infinito di curiosità da un contenuto a un altro? Qui arriviamo al punto: con il meccanismo delle slot machine, ovvero dando una ricompensa, non qualsiasi, ma variabile.
Seguimi: la psicologia ha capito da tempo il valore di ricompensare le persone per incentivarle a raggiungere uno scopo, ma si è resa conto, sperimentando, che la ricompensa migliore e più funzionale di tutte è quella variabile. Ti faccio un semplice esempio: se guadagni sempre 500 € tutta la vita per un lavoro, è probabile che a un certo punto ti stuferai, chiederai un aumento o andrai a cercare nuove soluzioni. Di sicuro vorrai guadagnare di più in qualche modo.
Se invece il tuo datore di lavoro ti dicesse: “se svolgi questo lavoro, ti darò in cambio 500 euro, ma se riesci a fare anche questi compiti extra, potrei dartene 1000 o addirittura 1500”, tu sarai certamente più stimolato e farai di tutto per assecondare le sue nuove condizioni, per il raggiungimento dei 1000 o persino 1500 euro.
La ricompensa migliore e più funzionale è quella variabile.
I nostri amici psicologi sociali hanno capito esattamente questo: per indurre gli utenti a pubblicare sempre nuovi contenuti, dobbiamo dare loro una ricompensa variabile. Anzi ben tre: LIKE, COMMENTI E VISUALIZZAZIONI. Più sarai bravo a soddisfare le condizioni imposte dall’algoritmo, più sarai gratificato psicologicamente da visualizzazioni, like, commenti ricevuti e, poi, persino denaro reale. Più visualizzazioni e coinvolgimento ottieni, più effettivamente vieni pagato dalla piattaforma e dalle sponsorizzazioni.
L’esempio diventa così perfettamente calzante: a seconda delle condizioni, date dal tuo datore di lavoro (l’algoritmo social), che riesci a soddisfare puoi davvero competere per avere 500, 1000 o anche 2000 e più euro. Qualcosa di decisamente stimolante e attraente rispetto a un lavoro fisso tradizionale.
E questo è, purtroppo, lo stesso identico funzionamento delle slot machine nelle sale d’azzardo. Pensaci. Quando giochi, la ricompensa non viene quasi mai, ma la voglia di trovare la giusta, apparentemente semplice, combinazione e di vincere ti porta a tentare e ritentare, finché non accade il miracolo e ti godi la “meritata” vittoria. La quale, con rinnovato vigore e speranza, ti spinge a ritentare la sorte in un cerchio senza fine. Così per i Social, dove la maggioranza degli utenti tenta e ritenta nella ricerca vana della vittoria e i pochi vincitori restano a giocare, galvanizzati dal proprio successo (fino a quando dura).
È lo stesso meccanismo, per altro, che tiene ancorate le nuove generazioni ai giochi per cellulare, cosiddetti “gratuiti”. Scaricare l’app videoludica è gratuito, certo, ma il vero affare incomincia quando il sistema di gioco ti mostra bauli o ceste, pieni di tesori, oggetti utilissimi per aumentare di livello o poter proseguire l’avventura. Sono quasi tutti a pagamento, ma, in ogni caso, il loro contenuto è totalmente randomico. Per questo, il giocatore continua a comprare nuovi bauli, per cercare la combinazione giusta, il tesoro e vincere. Diventa in tutto e per tutto dipendente.
La formula della dipendenza è ora quasi completa e non ci resta altro che scoprire il suo terzo e ultimo elemento.
Per scoprirlo, Ti aspetto al prossimo articolo: “Irresistibile: i Social sono il senso della tua esistenza”.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] Adam Atler, “Irresistible. The Rise of Addictive Technology and the Business of Keeping Us Hooked”, Penguin Publishing Group, 2018.
[2] D’Elia, E. (5 luglio 2020). Ecco l’uomo che vi tiene incollati a Facebook (ma si è pentito). Il Foglio. https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2020/07/05/news/ecco-l-uomo-che-vi-tiene-incollati-a-facebook-ma-si-e-pentito-321130/
Questo articolo formativo fa parte del progetto “Black Mirror Escape Room” realizzato dall’associazione Econtrovertia APS nell’ambito del Piano Giovani di Lavis – Anno 2025.
Cos’altro rende i social irresistibili e sorprendentemente simili alle slot machine? La ricompensa variabile è il secondo elemento della demoniaca formula della dipendenza.




