Riccardo Codevilla
04 ottobre 2025
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Se ti dicessi che si può imparare a diventare impotenti nel corso della propria vita, tu ci crederesti? Questo è ciò che ha scoperto uno degli psicologi statunitensi più famosi dell’ultimo secolo: Martin Seligman. La bella notizia è che, però, da questa sorprendente considerazione, il Dottor Seligman è riuscito a fare il percorso inverso, ovvero capire come renderci di nuovo potenti: un cambiamento radicale nella nostra visione di vita [1].
Ma facciamo un passo indietro: come e perché diventiamo impotenti? E c’entra forse qualcosa questo con le dipendenze, in particolar modo quelle da social media?
Il Professor Seligman, come spesso accade, è partito nelle sue ricerche, trasportato da un drammatico fatto personale. Ci racconta, proprio all’inizio del suo libro, di come abbia visto cambiare radicalmente un uomo straordinariamente attivo nella vita sociale e politica, un esempio per tutta la comunità, in un’ameba senza voglia di vivere. Quell’uomo era sua padre [1].
Questo improvviso cambiamento, dovuto a condizioni mediche precipitate, lasciò un’impronta profonda e indelebile nella mente del giovane Martin. È possibile cambiare così tanto? Di punto in bianco? E, soprattutto, per sempre? Perché, purtroppo, suo padre non si riprese mai più da quel giorno.
… gli esseri umani, sottoposti ad altri stimoli limitanti (non scosse elettriche) perdevano la loro intraprendenza, cambiavano di fatto la loro mentalità.
Arrivò l’occasione di scoprirlo da giovane psicologo. All’epoca andava di moda il cosiddetto “comportamentismo”, dove si studiavano i meccanismi “stimolo-risposta”: io faccio una cosa (stimolo) e vediamo come l’altro reagisce (risposta). Da questa scuola, sono nate le teorie sull’importanza delle ricompense, degli incentivi per fare qualcosa e consolidare comportamenti appresi (quindi, indirettamente, è da questo pensiero che nasce l’idea di gratificare il consumatore per renderlo dipendente dal prodotto).
Studiando quindi prima sugli animali e poi sugli umani questi meccanismi, poté senza dubbio dimostrare che era possibile insegnare agli animali e alle persone l’impotenza. Se si davano stimoli negativi (scosse elettriche) ad animali in salute, o comunque normali, per impedire loro di muoversi, alla fine, tutti questi finivano per rassegnarsi e restare immobili, perdendo ogni iniziativa. Anche di fronte a pericoli [2]! Ugualmente, gli esseri umani, sottoposti ad altri stimoli limitanti (non scosse elettriche) perdevano la loro intraprendenza, cambiavano di fatto la loro mentalità. E questo è molto affascinante, perché per Seligman l’impotenza o la potenza non sono altro che visioni del mondo, due percezioni mentali della realtà in cui viviamo e di come ce la spieghiamo.
Sarebbe interessantissimo e molto utile approfondire questo argomento, ma lo rimandiamo a successivi articoli, se ti va. L’importante per noi ora è capire questo: tutti gli stimoli negativi che la società ci pone oggi, ovvero le notizie negative sui telegiornali, l’isolamento, guerre, malattie, conflitti a scuola e sul lavoro, come abbiamo visto nel precedente articolo “Ansia: come combatterla?” (ti invito a leggerlo, se non l’hai già fatto), sono esattamente quegli stimoli che ci tolgono la voglia di vivere e ci insegnano a diventare impotenti. Non è un mistero vedere i ragazzi di 13 anni a scuola completamente assenti e non ricettivi, mentre quelli delle elementari sono fin troppo energici. Semplicemente i primi non hanno ancora ricevuto alcuna educazione, mentre i secondi l’hanno ricevuta, ma all’impotenza. Allo stare fermi e zitti. Cosa comunque impossibile e senza risultati, come molti docenti potranno confermare.
La nostra società tutta è un grande addestramento all’essere impotenti e perdere l’iniziativa ci rende chiaramente vuoti, tristi, soli [2]. Il terreno fertile ideale, per le grandi multinazionali, a colonizzare le menti dei nostri giovani con infinite promesse di successo e felicità, like e visualizzazioni. Come dicevamo nell’articolo “Irresistibile: i social sono il senso della tua esistenza”, ridanno un significato alla tua esistenza.
Perché, come scrivevamo, se ben ti ricordi, non possiamo fare a meno della Felicità. Di quel diabolico meccanismo dopaminico, che ci fa chiedere di riassaggiare quella molecola sempre più, che ci ha reso dipendenti. In una frase: togliamo ai nostri ragazzi la loro potenza, il vero scopo della loro vita, che li rende autonomi e realizzati, per sostituirlo con un clone fittizio, che li rende dipendenti e impotenti.
Non c’è dunque più speranza?
La nostra società tutta è un grande addestramento all’essere impotenti e perdere l’iniziativa ci rende chiaramente vuoti, tristi, soli.
Fortunatamente, c’è e scientificamente provata, perché il Dottor Seligman non solo ha dimostrato che possiamo ri-apprendere l’Ottimismo e il Potere personale, ma anche come fare per riuscirci, grazie a una serie di capacità e talenti, su cui lavorare [1].
Il potere personale. Ne abbiamo parlato spesso, ma non abbiamo mai spiegato cosa è in realtà.
Il potere personale non è il tuo carisma, non è il potere il politico, non è la capacità di influenzare gli altri e nessun altro tipo di potere. Con potere personale in psicologia intendiamo un paniere di capacità umane che ti rende forte, sicuro, fiducioso di te, a livelli (più o meno alti). Hai in mano le redini della tua vita, ma non la controlli in modo ossessivo. Al contrario, sei così fiducioso da saper tollerare qualsiasi avversità.
Non sarebbe bello (oltre che utilissimo) avere una società di giovani che viene educata a questi valori? Beh, sappi che è possibile perché moltissimi sportivi, insegnanti, addetti alle vendite e persino politici si sono sottoposti all’allenamento del Professor Seligman… e, alcuni, sono diventati davvero (non è uno scherzo) Presidenti degli Stati Uniti [1].
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] Martin E. P. Seligman, “Imparare l’Ottimismo”, Giunti edizioni, 1990.
Immagine di fondo: gli stimoli negativi provenienti dalla società e dal nostro modello educativo possono ledere tragicamente il nostro potere personale. Foto free-source di Yuris Alhumaydy scaricata da Unsplash.
Questo articolo formativo fa parte del progetto “Black Mirror Escape Room” realizzato dall’associazione Econtrovertia APS nell’ambito del Piano Giovani di Lavis – Anno 2025.
Ci hanno educato a essere impotenti, a perdere l’iniziativa, a diventare vuoti, tristi, soli e dipendenti. È possibile recuperare il nostro potere personale e riprendere in mano le redini della nostra vita?





