Riccardo Codevilla
18 agosto 2026
Secondo Peter K. Smith, il cyberbullismo è un atto aggressivo e intenzionale, che viene condotto da un individuo o un gruppo, usando varie forme di contatto elettronico. Esso viene ripetuto nel tempo, contro una vittima, che per varie ragioni non può facilmente difendersi. La vittima può avere alcune difficoltà a scollegarsi dall’ambiente informatico e anche una scarsa conoscenza dei rischi insiti nella condivisione delle informazioni personali su Internet. Non sempre ha la possibilità di vedere il volto del suo aggressore.
Da questa definizione risulta chiaro quanto le incognite giochino un ruolo fondamentale e, di logica conseguenza, quanto Conoscenza e Consapevolezza siano indispensabile prevenzione per arginare il fenomeno. Se la Vittima non ha la possibilità di vedere il volto del suo aggressore, parte da una condizione di indubitabile svantaggio: è come subire un agguato alle spalle, con l’ansiogena certezza, per giunta, che arriverà sicuramente e più volte. Condizione del cyberbullismo, se non fosse stato sufficientemente chiaro dalla definizione non è infatti solo l’Intenzionalità, ma anche la Ripetitività. È, nei fatti, una vera e propria persecuzione.
Come scampare da una simile minaccia? Due elementi fondamentali.
Il primo è Conoscere il palcoscenico: bisogna avere in modo chiaro e schematico, senza romanticismi, l’idea di cosa sono realmente i Social, ovvero (come abbiamo scritto più volte in questi articoli [1]) dei Casinò virtuali di prodotti ed emozioni.
Per chi lo leggesse per la prima volta, lo sottolineo brevemente: i Social Media sono stati progettati dagli Psicologi sociali (sotto lauto compenso) per indurre tutti noi in dipendenza. Semplicemente per far vendere di più le grandi multinazionali o, in generale, tutti i brand in grado di sfruttarli. O sfruttarci. Questo deve essere chiaro senza se e senza ma. I Social non sono un luogo dove fare amicizia o trovare l’amore. Queste sono romanticizzazioni. E rimando ai già citati articoli [1] in cui vi spiego quali sono gli interessanti (e preoccupanti) meccanismi delle sale d’azzardo cui si ispirano. Noi siamo totalmente a favore al bando dei social per i minori [2], semplicemente perché sono sale d’azzardo virtuali e le sale d’azzardo sono vietate ai minori, per i dannosi effetti comprovati. Non c’è nulla di ideologico nella nostra posizione. È realismo.
I Social non sono un lugo dove fare amicizia o trovare l’amore. Queste sono romanticizzazioni.
Sicuramente, i Social hanno molti pro:
- Possibilità di connettersi con tutto il mondo e in ogni parte del globo (per giunta, istantaneamente);
- Possibilità di espandere la propria rete di contatti, lavorativi o meno;
- Ottenere più informazioni su ogni argomento esistente o esistito;
- Offrire consolazione e svago;
- E, non da ultimo, recentemente anche garantire una fonte di sostentamento, un lavoro che possa mantenere uno o più individui.
Tuttavia, sono evidenti anche gli svantaggi speculari:
- A fronte di una connessione globale, siamo di fronte all’epoca storica di maggior isolamento e depressione dell’umanità (parole dello psicologo Johann Hari [3]);
- Aprono la rete di contatti, ma ci disconnettono da noi stessi, dai nostri veri bisogni e desideri. Le amicizie social NON sono reali e non producono gli stessi effetti (è il fenomeno del “cortocircuito emotivo”, di cui spesso abbiamo parlato, citando Galimberti [4]. Invito ad approfondirlo);
- Aumenta l’informazione, ma anche una pericolosissima disinformazione;
- Offrono svago e consolazione, ma a caro prezzo: la Dipendenza [5];
- Garantiscono sostentamento, ma solo apparente: come spiegato nei nostri articoli, è sfruttamento delle multinazionali di meccanismi psicologici innati [6]. Una vera e propria Manipolazione mentale. Senza considerare l’impatto negativo sull’economia reale, che perde lavoratori in settori produttivi essenziali (i social non possono nutrirci come l’agricoltura o vestirci come l’industria tessile…).
Come è chiaro, gli svantaggi pesano molto più dei vantaggi, rendendo evidente una semplice osservazione: i Social trovano la loro giusta vocazione naturale solo e soltanto nell’essere impiegati come strumento di lavoro, per potenziare connessioni, rapidità di comunicazione e produttività reale. Un’economia senza produttività, come la nostra (parola di economisti del calibro di Ray Dalio [7]) è destinata a implodere. E già lo si vede infatti.
In tutto questo, si aggiunge la difficoltà maggiore a riconoscere i male intenzionati e, soprattutto, a reagire alle loro provocazioni. Come respingere l’attacco di un “senza-volto”?
Fig. 1: Immagine stilizzata di adolescente, solo, davanti al computer. Foto free-source scaricata da Pixabay.
Il regno mentale è una dimensione essenziale del cyberbullismo e va educata con cura e precisione.
Qui entra in gioco il secondo elemento fondamentale: la gestione della propria interiorità.
Se è necessario fare ai giovani (e a tutti) un bel corso di alfabetizzazione digitale, ancora più urgente è l’alfabetizzazione emotiva. Questo perché le regole del mondo online sono fondamentalmente diverse da quello reale.
Nella realtà, certe cose non accadrebbero mai: ci sono dei filtri, quando vediamo una persona, per imbarazzo o buona educazione, che allontanerebbero certe minacce dei cosiddetti “leoni da tastiera”, così come dei malintenzionati. La viltà umana può, invece, esplodere in tutto il suo “splendore”, grazie all’anonimato. Chi ha una personalità con qualche disturbo può trovare piacere nel tormentare le anime altrui, senza i confini che vedere una persona negli occhi normalmente comporta (certamente, esistono persone crudeli nel mondo reale cui anche questo non importa, ma il filtro porta a una notevole scrematura). Per quanto riguarda il lato della vittima, poi, è anche vero che chi resta isolato a lungo nella propria mente, senza alcun tipo di conforto, di una benché minima vicinanza, può pensare più facilmente a gesti estremi. Cose irreali hanno effetti reali.
Ciò avviene per un meccanismo spiacevole del nostro cervello: la sua incapacità (purtroppo) di distinguere tra realtà e immaginazione. Per la nostra mente NON c’è differenza alcuna. Questo è il motivo per cui alcuni bambini si gettano dal balcone, pensando di essere supereroi o personaggi fantastici: per il loro cervello è reale. Anche un adulto non è immune da questa “capacità” immaginativa. La differenza sta solo nel filtro di consapevolezza che abbiamo imparato a costruire (la controprova sono le stravaganze che alcuni di noi compiono nella vecchiaia, talvolta accompagnata da una diminuzione della abilità cognitive).
Il regno mentale è una dimensione essenziale del cyberbullismo e va educata con cura e precisione.
Il cyberbullismo è un’estensione naturale del Bullismo su mezzo informatico, dove Intenzionalità, Ripetitività e Asimmetria di potere sono le tre caratteristiche principali.
Anche se talvolta la violenza fisica è assente, non è detto che ciò sia meno grave di quella mentale.
Il cyberbullismo, in definitiva, è un’estensione naturale del Bullismo su mezzo informatico, dove Intenzionalità, Ripetitività e Asimmetria di potere sono le tre caratteristiche principali.
Come vincere dunque bullismo e cyberbullismo?
Proprio di questo parleremo nel prossimo articolo, approfondendo ulteriormente il fenomeno e le sue caratteristiche.
Vi aspetto!
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] https://www.socialmediadetox.it/blog/irresistibile-il-legame-tra-social-media-e-sale-dazzardo/
[2] https://www.socialmediadetox.it/blog/divieto-social-ai-minori-2026/
[3] Hari, J. (Director). (2015, June). Everything you think about addiction is wrong https://www.ted.com/talks/johann_hari_everything_you_think_you_know_about_addiction_is_wrong
[5] https://www.socialmediadetox.it/blog/la-vera-dipendenza-creare-legami/
[6] https://www.socialmediadetox.it/blog/social-media-ed-esistenza/
[7] https://www.youtube.com/watch?v=MoGuH3JbMPw&t=3s
Adam Alter, “Irresistibile. The Rise of Addictive Technology and the Business of Keeping Us Hooked”, Penguin Publishing Group, 2018.
Immagine di fondo: Ragazza indicata dai click. Foto free-source scaricata da Pixabay.
I social sono un palcoscenico sempre più dominante della nostra quotidianità, ma, a ben vedere, tutto si risolve in uno spettacolo più grande: quello della Mente. In essa realtà e immaginazione si fondono indistricabilmente, aggiungendo un connotato romantico al mondo virtuale. Quali sono i tratti del cyberbullismo? Come gestire i pro e i contro dei social per uscirne vincitori?



