Riccardo Codevilla
22 settembre 2025
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Ti sei mai chiesto cosa c’è alla base dell’Ansia? E, soprattutto, come è possibile “sconfiggerla”? Molto spesso, l’analisi della realtà ci fornisce tutti gli indizi, di cui abbiamo bisogno, per risolvere gli enigmi che ci circondano. E questo caso non fa eccezione.
Avrai certamente notato come negli ultimi quattro anni gli episodi di attacchi di panico e ansia (due fenomeni correlati, seppur non sovrapponibili) siano aumentati vertiginosamente, soprattutto tra i più giovani, a scuola. A tal punto che, in certi Istituti, è diventato normale assistervi quotidianamente. Le condizioni, nelle quali si è verificato questo incremento, gettano luce sul fenomeno dell’ansia e le sue origini, dandone così indirettamente anche un prezioso antidoto.
Analizziamole brevemente assieme: negli ultimi quattro anni abbiamo vissuto una pandemia, una crisi economica globale legata all’inflazione e numerose guerre. Si tratta di eventi imprevisti, che rendono oscuro il presente e il futuro, portando confusione, smarrimento e un mancato senso del controllo sulla propria vita. In una parola: INCERTEZZA [1].
Ed è proprio l’Incertezza uno dei tre fattori fondamentali nell’equazione dell’Ansia (tra l’altro, magistralmente riassunta in una vera formula matematica da SixSeconds, la più grande organizzazione di Intelligenza emotiva al mondo).
Il SENSO DI MINACCIA perenne che abbiamo vissuto in tutti questi anni, poi, non fa che peggiorarla, soprattutto per chi è più giovane e non ha ancora nessun tipo di strumento emotivo o caratteriale, per contrastare questi eventi nella propria interiorità.
l‘Incertezza è uno dei tre fattori fondamentali nell’equazione dell’Ansia
Smarriti, soli, senza uno scopo nella nostra vita… ci sentiamo impotenti. E siamo più facilmente preda delle dipendenze, che ci danno un qualche tipo di conforto, di legame apparente, di senso di controllo, di certezza e, persino un senso all’esistenza! Se hai letto i precedenti articoli (in caso contrario, ti consiglio di farlo), ormai saprai infatti che i social media sono stati costruiti dagli psicologi sociali su immagine e somiglianza delle sale d’azzardo. Appositamente. Per creare dipendenza. Le grandi multinazionali hanno sfruttato il provvidenziale senso di vuoto giovanile, creando una miscela di componenti irresistibili, per renderli clienti fedeli e fidelizzati. E uno di questi ingredienti altro non è, come ci ha insegnato il Professore Adam Alter dell’Università di New York, dare uno scopo, un fine alle nostre azioni, alla nostra esistenza [2].
I giovani non trovano più un senso alle loro vite? Che problema c’è: glielo diamo noi. Questo è stato il dono lungimirante delle grandi aziende, che hanno consegnato ai giovani una nuova speranza: ottenere il successo, la fama, la ricchezza, sotto forma della gratificante ricompensa di like, commenti e visualizzazioni.
Fig. 1: I casi di attacco di panico sono aumentati nelle scuole. Foto free-source di Joice Kelly scaricata da Unsplash.
Il senso di scopo è il senso della tua esistenza, l’“obiettivo nobile”, il faro che guida le tue azioni per il benessere tuo e, talvolta, anche degli altri.
Riflettevo infatti, tra me e me, sul fatto che una recente ricerca statistica ha mostrato quanto l’inseguire, o il semplice avere, un senso di scopo nella propria esistenza sia significativamente correlato a un migliore benessere di vita e a una minore mortalità (davvero straordinario!). Non fosse altro per l’impegno messo nel mantenere salute fisica e mentale di buon livello, per raggiungere i propri obiettivi e non “lasciarsi andare” alla deriva (come oggi spesso accade).
Il senso di scopo è il senso della tua esistenza, SixSeconds ne parla addirittura in termini di “obiettivo nobile”, il faro che guida le tue azioni per il benessere tuo e, talvolta, anche degli altri. Non deve essere necessariamente qualcosa di grande come “salvare il mondo”, ma può anche essere scrivere un libro, diventare un professore universitario, stare vicini ai propri figli, andare in pensione, ognuno ha il suo… ma può essere veramente anche ricevere cuoricini, visualizzazioni e commenti?
A pensarci, mi viene un sorriso: che forse le multinazionali abbiano davvero fatto un favore a tutti noi, dandoci una nuova fiamma per cui lottare? Sono davvero i cuoricini e le visualizzazioni la cura della nostra salute, il nuovo elisir dell’eterna giovinezza? Dobbiamo forse ringraziarli?
Sorgono spontanei dei dubbi: il senso di scopo è qualcosa di “buono” o “cattivo”?
…la chiave per la cura dell’Ansia: riprendere il controllo sulla nostra vita.
Al di là dell’ironia e della simpatica suggestione, è oggettivamente vero che per alcuni i social media hanno rappresentato un cambio di vita epocale, migliorativo, in termini di salute e ricchezza. Sono diventati il senso di scopo, magari indiretto, da perseguire.
Tuttavia, sappiamo benissimo quale è la realtà: per la maggioranza di noi non è così. Al contrario, non hanno fatto altro che acuire il nostro senso di smarrimento e incertezza, perdendoci nella miriade di contenuti e notizie, di cui siamo inondati ogni giorno.
A dire la verità, in molti casi, il mondo dei social (e la sua dipendenza) ci impediscono di vedere chiaramente il nostro senso di scopo, confondendoci in una bolla illusoria di gratificazioni istantanee e piacere. E allora è forse proprio qui la chiave per la cura dell’Ansia: riprendere il controllo sulla nostra vita, almeno per ciò che ci è più direttamente possibile, mattoncino dopo mattoncino, senza grandi pretese iniziali. La nebbia dell’incertezza può essere tolta solo da una chiara guida interiore: dalla ritrovata luce del nostro senso di scopo, certo e indomabile.
In conclusione, il senso di scopo non è né buono né cattivo: sta a te capire qual è la tua vera strada per riottenere il tuo POTERE PERSONALE. Se vuoi scoprire come riottenerlo, Ti aspetto al prossimo articolo: “Impotenza appresa. Come riottenere il tuo potere personale”.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
[1] Alimujiang A, Wiensch A, Boss J, et al. Association Between Life Purpose and Mortality Among US Adults Older Than 50 Years. JAMA Netw Open. 2019;2(5):e194270. doi:10.1001/jamanetworkopen.2019.4270
[2] Adam Atler, “Irresistible. The Rise of Addictive Technology and the Business of Keeping Us Hooked”, Penguin Publishing Group, 2018.
Immagine di fondo: nell’equazione dell’ansia, incertezza, minaccia e potere personale sono elementi fondamentali. Foto free-source di Christopher Ott scaricata da Unsplash.
Questo articolo formativo fa parte del progetto “Black Mirror Escape Room” realizzato dall’associazione Econtrovertia APS nell’ambito del Piano Giovani di Lavis – Anno 2025.
Perché gli episodi di attacchi di panico e ansia sono cresciuti vertiginosamente tra i più giovani? I social possono darci un senso di scopo che ci dia certezza e riduca l’ansia?





